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sabato, 14 marzo 2009
21 marzo 2009 – Giornata Mondiale della Poesia







Sfoglio l’agenda e sotto lo sguardo distratto scorrono, ben in evidenza, tutta una serie di feste: della donna, del papà, della mamma… Le feste dei consumi.

Incastonata tra tante date, c’è anche quella del 21 marzo, dall’Unesco proclamata Giornata Mondiale della Poesia.

A parlare di poesia oggi si corre il rischio di fomentare turbe di pseudo-poeti che, lambiccandosi le sinapsi fumanti, si compiacciono di aver sostituito la ormai romantico-passatista rima “cuore - amore” con la ben più adeguata “amare - cellulare” (la nuova icona poetica del XXI secolo?).

Eppure, proprio per questa occasione, voglio sforzarmi di vedere il bicchiere mezzo pieno, ritenerla un’opportunità di riscoprire il valore della poesia stessa, nelle mille variegate forme espressive che abbiamo a disposizione per concepirla ed esprimerla. E, perché no, un modo per ottenere un minimo di visibilità, cosa che non guasta mai.



Parrebbe – dagli articoli che mi capita di leggere in questi giorni – che il tema della giornata sia “L’Amazzonia”.

Cos’è l’Amazzonia, se non un frammento di territorio ancora vergine, incontaminato, che cresce e vive a suo modo senza bisogno di altri vincoli?

Proviamo, allora, a esprimere poeticamente la nostra Amazzonia interiore, quella nicchia ancora inviolata, una sorta di Agarthi personale, nell’ottica del prossimo confine che ci attende: il postumanismo.

Proviamo a rendere la poesia di questo pensiero.



Alberto Rizzi










Quest’anno anche il Connettivismo, su suggerimento e invito di Alberto Rizzi, vuole dare il proprio contributo partecipando alla Giornata Mondiale della Poesia.



Sabato 21 marzo tutti coloro che volessero partecipare potranno postare una propria creazione poetica sul blog ufficiale connettivista Supernova Express, ispirandosi alla tematica suggerita da Alberto nell’introduzione.

Per creazione poetica si intendono versi, prosa, suono, immagini e qualsiasi forma - sia convenzionale che multimediale - in cui si esprima il vostro estro ed ispirazione. Perché poesia non significa soltanto qualche rima ben costruita tecnicamente, ma senso del meraviglioso, ricerca al di là dell’umano stesso, lotta e impegno, tensione all’Oltre e all’Assoluto, canto catartico, immersione nel flusso energetico del nulla senziente. Dai versi vergati con inchiostro e pennino a quelli che viaggiano in sciami di bit nel cyberspazio, da righe rigorosamente compite in schemi rimici classici a parole flashanti proiettate su schermi terresti o spaziali, la tensione poetica, il suo nucleo e senso più profondo, rimangono immutati.



Riepilogando:

luogo dell’evento: blog connettivista Supernova Express

giorno: sabato 21 marzo 2009

orario: dalle 00.01 alle 23.59



Chi volesse partecipare deve essere iscritto a Splinder e abilitato a pubblicare post su Supernova Express (per l’autorizzazione contattare zoon con un messaggio privato o via e-mail a cybergoth@domist.net).



Attendiamo tutte le vostre creazioni fino al cortocircuito neurale e collasso della Rete.
Scritto da: zoon alle ore 16:20 | link | commenti | categoria: segnalazioni, visioni dal nulla
giovedì, 26 febbraio 2009
SFIDA LETTERARIA ---> AVANTI--->VELOCE
SFIDA LETTERARIA ---> AVANTI--->VELOCE

organizzato dall’Associazione Culturale DIVERSA SINTONIA
in sinergia con KALEYDOS libri – Libreria online e DOMIST.net – Progetto Letterario Internazionale

“Pace non cerco, guerra non sopporto”
Poesia semplice – Dino Campana



Edizioni Diversa Sintonia, con la collaborazione di Kaleydos libri e Domist.net, lancia la “Sfida Letteraria ---> AVanti--->veloce”, nel solco della celebrazione del centenario della nascita del Futurismo. Questi provocò, pur nelle sue chiare ombre, un forte impulso innovativo non solo nella letteratura, ma anche nella pittura, nella scultura, nella musica…ma, guardando oltre il mero senso “passatista” della celebrazione stessa, oggi, dopo un secolo di rivoluzioni e cambiamenti radicali in tutti i campi, cosa rimane di quell’esperienza? E, soprattutto è possibile una sua reinterpretazione funzionale, in particolare nelle sue componenti positive di innovazione espressiva e sperimentale? Ovvero, cosa e come sarebbe oggi un neo-futurismo? Difficile rispondere, compenetrare e andare oltre le esperienze avanguardistiche e neoavanguardistiche succedutesi da allora. La Sfida, e non, quindi, Premio, che lanciano Edizioni Diversa Sintonia, Kaleydos libri e Domist.net è: dare risposta a queste domande; riempire il contenitore che si offre e dare ad esso senso o non-senso. Senza pregiudizi, schematismi, esclusioni: da qui la stella sotto cui ci vogliamo porre, quella del Dino Campana futurista, emblema così incerto e controverso di un’aspirazione a guardare oltre…

La Sfida si articolerà in due sezioni:
A) Imaginativa/visuale. Aperta ad opere grafiche su supporto digitale.
B) Letteraria. Aperta a opere poetiche/narrative/non definite, senza alcun vincolo formale, preferibilmente di una lunghezza non superiore alle dieci cartelle (1800 battute per cartella).

Si partecipa con opere non premiate né finaliste in altri concorsi, inedite, corredate da una dichiarazione da parte dell’autore che ne attesti la “proprietà” artistica.

Una giuria, la cui valutazione è tendenzialmente inappellabile ed insindacabile, procederà alla selezione dei finalisti. Per entrambe le sezioni il premio sarà la pubblicazione nell’antologia edita da EDS e agli autori verrà proposto un contratto editoriale (senza contributo). Per la sezione A l’opera che verrà valutata migliore costituirà la copertina dell’antologia. Mentre per la sezione B non ci saranno vincitori bensì solo finalisti, il cui numero sarà variabile e dipendente dalla qualità delle opere partecipanti.

Non è previsto alcun contributo di partecipazione.

L’organizzazione si riserva il diritto di apportare tutte le modifiche al bando che fossero rese necessarie da circostanze impreviste.


Il termine di scadenza è fissato per il 31/03/2009.
Evitiamo di sprecare carta e usiamo la posta elettronica per l’invio delle opere. Inviare a:
concorso-futurismo@domist.net e allegare:
1 - il file dell’opera con titolo (.doc - .rtf)
2 - il file con i dati propri e dell’opera (titolo, nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo e numero di telefono, e-mail)
3 – il file con la dichiarazione di originalità dell’opera e della “proprietà” artistica da parte dell’autore
4 – qualsiasi altro documento che l’autore ritenga utile ad illustrare la propria opera o poetica.

La partecipazione al concorso sottintende la conoscenza e accettazione delle norme del presente bando. Non saranno ammessi a partecipare al concorso coloro che non si atterranno a tutte le norme ivi contenute.
I file degli elaborati pervenuti e non passati tra i finalisti verranno cancellati al termine di tutte le operazioni, inoltre si dichiara che saranno rispettate tutte le norme ai sensi della legge n°675/96.

Per eventuali chiarimenti o info: tel. 3406122910 o inviare una e-mail all’indirizzo:
concorso-futurismo@domist.net

Il presente bando ed eventuali avvisi riguardanti il Concorso sono pubblicati qui:
Edizioni Diversa Sintonia: http://www.edizionidiversasintonia.it/progetti.htm
Kaleydos libri: http://www.kaleydoslibri.it/page.html?id=32
Domist.net: http://www.domist.net/sitoADS/attiv2pr.html
Scritto da: zoon alle ore 13:50 | link | commenti | categoria: segnalazioni
lunedì, 29 dicembre 2008
Domani sera 30 dicembre

Tersicore, alle 21.46.42 su RadioNation3. Chiudiamo il 2008 con gnius e selezioni musicali elettroscure e acide, all'insegna del Connettivismo e della SF. Siateci!
Scritto da: zoon alle ore 15:55 | link | commenti | categoria: segnalazioni
domenica, 14 dicembre 2008
Visitate il blog dedicato a Tersicore

http://nexialismonair.splinder.com del buon Antares666, in cui compaiono annunci e video delle song ospitate sul programma radiofonico.
Scritto da: zoon alle ore 18:49 | link | commenti | categoria: segnalazioni, tersicore
sabato, 13 dicembre 2008
CADENZE COSMICHE AI MARGINI DI UN'ECLISSI CIBERNETICA

x

LUOGO DELL'EVENT:
Supernova Express: http://supernovaexpress.splinder.com/

TEMPO DELL'EVENT (sessione di scrittura interattiva ed empatica):
23 dicembre 2009, ore 22,00

In contemporanea con
TERSICORE,
Connettivismo in Streaming su RadioNation3.
Fantascienza e poesia immersa in un abisso elettroacido e oscuro.
La radio è ascoltabile puntando winamp su questo link: http://radionation.it:8888/listen.pls

INCIPIT:

Comunicato diffuso clandestinamente dal Clan della Bassa Entropia

Esattamente uno zeptosecondo fa, un vascello aerospaziale alieno, apparentemente privo di equipaggio, forse saccheggiato, alla deriva, ha tagliato il reticolo di stelle sopra le nostre teste, appena al di là dell'orbita terrestre. La realtà, così come la conosciamo, ha assunto la struttura di un pensiero morto in grado di divorare interi mondi. Il sole si sta sciogliendo, producendo rivoli fenici di degradazioni cosmiche. Il cielo è una colata di pece vischiosa, nero animato che fossilizza all'istante i rintocchi meccanici del clock cibernetico. Libera dal tempo, la galassia collassa, il kernel si disperde, tra visioni accecanti di ingranaggi dormienti e torture riflesse di corpi, vite e sogni pietrificati come statue di sale pietrificate da deflagrazioni inumane. Noi continuiamo a respirare, sì, ma l'illusione si sgretola; l'allucinazione liquida è la nostra ultima speranza. Siamo già morti… Il Clan della Bassa Entropia chiama a raccolta tutti coloro che aspirano a rallentare questa inaspettata quanto salvifica apocalisse cosmica… Ripetiamo, esattamente uno zeptosecondo fa, un vascello…

y

7di9
Scritto da: zoon alle ore 13:34 | link | commenti | categoria: segnalazioni, black, estasi, stati alterati, tersicore, blue room, electromind, visioni dal nulla, what the thunder said, anfratti di sabbia, video drome, delirio siderale oscuro
mercoledì, 03 dicembre 2008
Cadenze cosmiche ai margini di un'eclissi cibernetica
Cadenze cosmiche ai margini di un'eclissi cibernetica

[Letto su Next-Station.org]


Un immane cataclisma sta per abbattersi su tutti noi. Le fondamenta dell’universo visibile sono minacciate dall’avvento di una frattura nelle pieghe dello spazio-tempo. Cosa accadrà al mondo così come lo conosciamo? Salvarsi è impossibile.

Coordinando gli impulsi semiotici di una falange di connettivisti, per l’occasione raggruppati sotto le linee d’azione del Clan della Bassa Entropia, un nugolo di lupi siderali tenterà di setacciare i contorni della catastrofe, sondandone le molteplici morfologie noumeniche, nel corso di una sessione di scrittura collettiva, una jam session negromantica di ispirazione cubista.

La galassia è in fiamme, ma anche l’inferno può costituire una possente quanto raggelante corrente di rinascita. Nessuno può dire cosa accadrà realmente, quali frattali di immagini e pensieri e intrecci l’avanzata connettivista porterà alla luce, né se gli intenti del Clan della Bassa Entropia vedranno realizzati i propri schemi. Non ci resta che essere lì, sintonizzandoci su queste coordinate:

Tempo: 23 dicembre 2009, ore 22,00

Luogo: SUPERNOVA EXPRESS

L'event si terrà in contemporanea con Tersicore, trasmissione radiofonica trasmessa in diretta streaming, ideata e condotta da Zoon: Connettivismo, fantascienza e poesia immersa in un abisso elettroacido e oscuro. La trasmissione è ascoltabile a questo link: http://radionation.it:8888/listen.pls (il file, una volta scaricato, può essere aperto con il software Winamp o con altri programmi simili, ad es. iTunes). Tutti gli aggiornamenti relativi al programma in diretta su Cybergoth oppure sulle cyberfrequenze di http://nexialismonair.splinder.com/.

Questa la traccia di partenza:

Esattamente uno zeptosecondo fa, un vascello aerospaziale alieno, apparentemente privo di equipaggio, forse saccheggiato, alla deriva, ha tagliato il reticolo di stelle sopra le nostre teste, appena al di là dell'orbita terrestre. La realtà, così come la conosciamo, ha assunto la struttura di un pensiero morto in grado di divorare interi mondi. Il sole si sta sciogliendo, producendo rivoli fenici di degradazioni cosmiche. Il cielo è una colata di pece vischiosa, nero animato che fossilizza all'istante i rintocchi meccanici del clock cibernetico. Libera dal tempo, la galassia collassa, il kernel si disperde, tra visioni accecanti di ingranaggi dormienti e torture riflesse di corpi, vite e sogni pietrificati come statue di sale pietrificate da deflagrazioni inumane. Noi continuiamo a respirare, sì, ma l'illusione si sgretola; l'allucinazione liquida è la nostra ultima speranza. Siamo già morti… Il Clan della Bassa Entropia chiama a raccolta tutti coloro che aspirano a rallentare questa inaspettata quanto salvifica apocalisse cosmica… Ripetiamo, esattamente uno zeptosecondo fa, un vascello…
Scritto da: zoon alle ore 12:48 | link | commenti (3) | categoria: segnalazioni
sabato, 22 novembre 2008
Più si cerca di comprendere
più ci si accorge che non c'è nulla da comprendere, ma solo da interpretare. Ogni verità sperimentale è quantisticamente falsata, perché misurare significa alterare: tutto può essere verità, dipende solo dal filtro sperimentale adottato. La verità - e la realtà - sembrano davvero non esistere.
Scritto da: zoon alle ore 15:23 | link | commenti (1) | categoria: segnalazioni, electromind, visioni dal nulla, delirio siderale oscuro
mercoledì, 15 ottobre 2008
Ricordate?
DIVERSA SINTONIA – 1^ edizione
CONCORSO LETTERARIO DI NARRATIVA FANTASTIC-ZEN
in sinergia con DOMIST.net – Progetto Letterario Internazionale
e KALEYDOSlibri – Libreria online

Nasce la prima edizione di “Diversa Sintonia – Concorso letterario di narrativa fantastic-zen”, attraverso la quale Edizioni Diversa Sintonia inaugurerà la propria attività editoriale con la pubblicazione di un’antologia (o più di una: dipenderà dal flusso dei partecipanti, dalla qualità dei testi, dallo Zen della giuria e quant’altro) senza contributi da parte degli autori selezionati.


Il termine è prorogato al 15.12.2008

Visita la pagina con il bando completo
http://www.domist.net/sitoADS/attiv2pr.html .
Scritto da: zoon alle ore 18:24 | link | commenti | categoria: segnalazioni
mercoledì, 10 settembre 2008

GHIACCIO E GUERRA



I

La fuori vi sono solo

Ghiaccio e guerra


E io ascolto il clamore di battaglie

E il luccichio della neve

Che cade.


Ascolta, lo senti anche tu?


Forse è un urlo, una sirena,

Una mina che esplode,

O è solo il silenzio

Di questa scrivania legnosa?


Alzo la testa e guardo

Fuori, solo bianco

Non vi è nulla

Se non bianco

E qualche rada esplosione.


Odo l’orizzonte che riecheggia

Un tonfo, un sordo lamento

Un urlo.


Lo odi?


Ascolta il mio stesso

Silenzio.


Il giradischi nella sala accanto

Gracchia guasto

E il vecchio vinile

Non svela l’incanto

Della musica antica.


La casa è piccola

Grandi finestre e vetri crepati

Un tempo aleggiava un profumo

Ma ora solo un vago odore

Di ghiaccio,

Di neve

E polvere da sparo,

Neppure più gli insetti

Molesti

Si fermano a curiosare.


In alto

Nel cielo

Grigio

Nuvole pesanti ed io

Penso a lei

Che si muoveva come le nuvole

Nei cieli

Inafferrabile.


Grigio e minaccia di pioggia,

La pioggia del mattino

Quella fredda che cade sulle rovine

Sulle tombe, sulle strade deserte

Di questo panorama mesto

Dipinto su questa grande finestra.


Freddo, le mani sono gelate

La sensibilità altrove

E persino la penna pesa

Come un macigno da condurre

Oltre il valico,

Eternamente.


Il legno si screpola, il foglio

Si consuma e l’inchiostro

Si ghiaccia in questo mio

Solitario raccontare

Il ghiaccio

E la guerra.


Bianco e rosso

Freddo e sangue.

Ghiaccio e guerra.


Non ho mai creduto in dio

E neppure posso pregare

O urlare insulti

Contro un altro volere

Perché il caso

Solo il caso

E nessun mulino a vento

Mascherato

Mi ha confinato qui

In questa mia casa.


Senza di lei.


Non ricordo più neppure il suo nome

Ma ho imparato a ricordare il mio e lo ascolto

Ripetuto sulle mie

Insanguinate labbra.

Conosco il mio nome.


La porta è là dietro,

Un poco oltre il letto disfatto,

Quasi la dimentico

Aperta ma nessuno entra

In questa stanza

E la neve cade sul ghiaccio

Sino a spezzarlo

E sprofondare.


Ghiaccio e guerra

Battaglie congelate

In istanti immobili

Senza esito, statici

Diorami di identici soldati,

Sul punto di morire.

Morituri.


E io continuo a scrivere

Sino a che la pagina

Finisce e il pallido sole

Tramonta e il nero della notte

Si riflette sul ghiaccio

E nei suoni della guerra.


In questa casa che guarda

I monti e alcune piramidi

Poco lontane

Attendo che la battaglia arrivi

E il ghiaccio giunga

E mi reclami alla sua

Imperitura

Perfetta immobilità.


Arriveranno prima gli scricchiolii

Del gelo o il ritmo

Distorto

Delle cannonate?


Intanto la neve

Continua a cadere

E avvolge ogni cosa,

La mia vista

È priva di ogni cosa.


Io guardo fuori

E vedo piccole orme

Che vanno scomparendo

Non le riconosco, qui intorno

Non c’è nessuno da così

Tanto tempo,

Forse sono le mie

O le tue

E tu stai salendo le scale,

I gradini di legno

Per bussare ad una porta

E annunciare il tuo

Sorriso.


La mia porta resta

Silenziosa

E io continuo a scrivere

E il ghiaccio a conquistare

E la guerra a devastare


E su tutti la neve

Non smette di cadere.

Indifferente.


II


Quanta strada

Prima di questa casa

Quanti passi

Prima di questa scrivania.


Ho incontrato gente

Soldati

Donne e vecchi

Re e poeti

Gente in fuga

Dispersa

Nelle loro terre

E io andavo

Oltre.


Ti ho cercata dove il sole sorge

Ti ho cercata dove il sole tramonta

Ti ho cercata nel cielo

Di una casa senza muri

Ma solo finestre

E tu sei solo una memoria

E un suono che si spegne

Lontano.


Mi raccontavano di averti vista

Un attimo prima del mio passaggio

Ma tu eri sempre un po’ più in là

E io andavo

Avanti

Camminando sul ghiaccio

Immerso nella guerra

Sepolto dalla neve.


Pastrano scuro

Stivali pesanti

Guanti lanosi

E il buffo cappello.

Poi la barba

La mia bionda barba.


Racconteranno leggende

Sul passaggio di un uomo

Dal capo chino

Dagli abiti invernali

Dagli occhi color del cielo.


O la guerra ucciderà

Tutte le leggende

E il ghiaccio seppellirà

Tutto il passato.

Persino quegli occhi.


Sei rimasta lontana

Ed io ero stanco

E qui mi sono fermato

Nella casa senza muri

In mezzo al cielo.


Attendo,

Non smesso di cercati

Ma aspetto

Che sia tu ad entrare

Da quella porta

Che mi separa

Dal ghiaccio

Dalla guerra

Dalla neve

Da te.


Il suono del caffé si mischia

Al suo profumo e vinco la fatica

Di alzarmi e lasciare i fogli

Sparsi

Sulla scrivania

Sul letto

Per terra sul legno

Decorati

Della mia

Fanciullesca grafia.


La tazza fuma e sorseggio

Piano, ogni tazza è forse l’ultima tazza

E poi resterà solo acqua

Ancora per poco

Calda.


Le nuvole nel cielo

Sono scomparse

Forse fuggite

E un pallido sole

Rischiara il mezzogiorno

E il ghiaccio

E la guerra

E la neve che continua

A cadere.


Non ci sono più libri

Combustibile arso da tempo

Delirio per un momento di tepore

Barattato con l’eterno

Consolamentum

Delle parole.

Ora

Solo silenzio

Intorno

Sulle mensole

Di librerie

Vuote.


Uno sparo,

Forse un soldato

M’affaccio da una delle finestre

Ma non vedo nulla

Se non ghiaccio

E la neve

Che cade

Era solo

Un altro

Ennesimo

Suicida.

La sua pistola,

Invidio la sua pistola.


Quanto tempo?

Da quanto tempo sono qui?

In questa mia casa senza muri

Che sorge a ridosso del cielo?

Da dove arriva questo ghiaccio

E la neve

E la guerra?

La bomba è davvero

Scoppiata?

Boom.


Domande scritte nella neve.

E basta un battito di tempesta

Per lavarle via

E nulla resta.


Steso sul letto

Le braccia aperte

Le gambe aperte

Sono un angelo

Vitruviano

E dalle lenzuola scure

Fisso il soffitto

Le pareti

L’ombra di un armadio

Che ora è cenere

Sparpagliata ovunque

E l’orologio

Fermo ad un tempo

Scomparso

Chiudo gli occhi

E non vedo il ghiaccio entrare

Dalla porta e piano

Scivolare nella stanza.

Continuo a far finta di dormire

Magari non si accorgerà di me.


Ghiaccio.

Ovunque.


Sulla scrivania

La penna è inutile

Incido il foglio con un coltello

E cerco di lasciare

Una traccia

Di un passaggio

Di una sosta

E di una ricerca

Che non si è conclusa.


In vano tento

Di ferire il tempo

E lasciare

Lo sfregio

Del mio presente.

Di questo tempo

E di questa casa

Mia.


Il foglio si lacera,

Si spezza e si frantuma

Patina sottile, cristallo

Di ghiaccio.

E le parole restano mute

La mia memoria

Incontaminata

Non si farà verbo.

Non sarò dio.


La guerra è vicina

Il ghiaccio e qui dentro

E la neve continua a cadere.

Impassibile.

Belle Dame.

Sans merci.


III


Bianco.

Non vedo altro che bianco.

Bianca la casa,

I muri che non esistono

Le grandi finestre

La scrivania

Persino la guerra

Giù per strada

È bianca.


La neve non ha smesso di cadere

Neppure ora che non vi è più nulla

Da ricoprire e tutto è un soffice

Manto

Bianco

Da cui si leva

A volte

Lo scoppio

Di qualche

Anacronistica

Esplosione.

La guerra non si è accorta che il ghiaccio

Ha trionfato.


Non sento più i miei pensieri

Il ricordo si mischia al presente

E il futuro sembra così vicino da poterlo toccare

Lì, nel ghiaccio, nella neve,

Basterebbe dormire

Per un ultima volta.


Le voci. Senti le voci?

Quante voci in questa stanza

Le riconosco una ad una

Sono gli alberi

E il frutto di una perduta conoscenza

Il paradiso perduto

Il suo nome

Che non ricordo

E il mio

Che guizza

Sul ghiaccio e

Rimbomba ovunque.


Cammino nel bianco

Intorno alla casa

In circolo perfetto

E scavo un solco

Dentro o fuori

Di qui o di là

E nel cielo

Un occhio d’abisso mi osserva

E si interroga

Sulla mia follia.


Scavalcano il fosso

Le piccole formiche

D’argento dipinte

Armate di scheletri

Chitinosi e metallici

Possenti

Avanzano lente

In fila perfetta

D’indiana memoria

E arrivano a me

Qui di fronte.

Ant Army.


Guarda le vedi anche tu?

Lì, eccole lì.


Non le vedi?

Sono folle?

Chi sei tu?

Con chi sto parlando?


Sei bianco

E freddo

Come il ghiaccio

E mi rifletti

Senza pensarmi.


Le hai viste le formiche?


Mi hanno parlato

La loro lingua

È facile

È fatta di tanti silenzi

Accatastati l’uno sull’altro

E io il silenzio

Lo capisco.

L’ho imparato negli anni

Prima di questa casa.


Le hai ascoltate?

Hai udito la loro storia?


Chi sei tu?

Perché non vedi?

Perché non senti?


Sei lei?


No.

Non sei lei.


Lei chi?


Musica,

Intorno a me una musica

Note soffuse

Un canto parco

Una nenia.

Scricchiolii nel ghiaccio

E mi accorgo che le esplosioni

Sono cessate

Nessuno sparo

Nessun soldato salta

Su una mina nascosta.


Mina, amante prediletta del Vampiro.


Urlo.

La guerra è finita?

Finita?

Ita?

A?


Passa un momento

E lo sparo arriva

Risposta gracchiante alla mia stolta domanda.

Il vetro esplode intorno a me.

Sangue, schegge e sgorganti

Ferite sul volto.

Rosso sul bianco

Astratto dipinto in cui riconosco

Me stesso.

Il mio viso

Deturpato.


La guerra non finirà mai.


E la musica smette di suonare,

E l’eco della battaglia

Ritorna

Come una risacca

Stanca

Sulla spiaggia

Fredda

Della mia

Solitudine.


Il sole tramonta,

E la luna si alza nel cielo

Proprio lì

Ad una passo dalle finestre

Della mia casa

E quasi la sfioro

E ne sento

La luce

Tra le dita

Blu

Elettrica

Come una pira

Funeraria

Caricata

A dinamo.


Un funerale,

Marionette in nero

A seguire il feretro

Movimenti a scatti

E fili che pendono dall’alto

Nessuno parla

Disegnate le lacrime

Sui visi di legno

E la recita prosegue.

Tumulazione

Di una presunta

Umanità.


Allungo il braccio

Le richiamo a me

Ma non mi odono

E il sacerdote

Intesse rosari

Di assillante

Disperazione.


Ho la netta impressione

Che mi odino.

Come quel dio

Padre di dei

Nordici

E ghiacciati.


Come questo

Tutto questo

Che mi circonda.


Odo un brusire

Scarabei neri che affrettano le mandibole

Attraverso questa distesa

Di ghiaccio e guerra

E la neve continua a cadere.


Sento le mie ossa

Spolpate della carne

Bianche

Lisce come una tela

Su cui potrei continuare

A scrivere.


Dei passi.


Ascolto dei passi sul selciato

Sulle scale

Sulla passatoia che giunge a me

Nella stanza accanto

Qui

Sulla porta

Immobili.


Sei tu?

Sei dunque giunta a me?

Chi sei tu?


Quale è il tuo nome?


Io non lo ricordo.


Ricordo il mio.


Conosco il mio nome.


Una figura

Silhouette d’ombra

Sullo sfondo ghiacciato

Della neve

e del bianco

Osserva e non parla.

Non mi muovo

Alla scrivania

Continuo a tentare

Di scrivere

Del ghiaccio

Della guerra

E della neve

Che non si dà pace di cadere.


Lei mi osserva e io la ignoro.


La penna è senza inchiostro

Il foglio a pezzi

E la mia mano viola

Come il cielo

Di una sera

Che accoglie un marinaio

Fenicio

Che ritorna a casa.


E lei sulla porta

Ancora nessun suono

Dalla sua bocca

Se anche ne avesse una

Non parlerebbe

Perché nulla da dire

E ogni cosa è chiara.


Bastava solo aspettarla.

E lei sarebbe arrivata.


Samarcanda non è lontana.

Samarcanda è qui.


E lei è finalmente arrivata.


Per l’ultima volta

Guardo fuori dalla grande finestra

E vedo il monte

Seghettato

Le piccole e segrete piramidi

Il mio paesaggio.

Sono stato un buon pittore.


Chiudo gli occhi.


Non c’è più ghiaccio

Né la guerra

Anche la neve

Ha smesso di scivolare dal cielo.


Mi volto e la guardo.


Ora ricordo il suo nome.


Non l’avevo perduto.


Lo sussurro

Insieme al mio.


Non v’è niente

Altro

Che noi.


Noi.


FINE



Alex “Logos” Tonelli


26\08\2008





Scritto da: Logosnero alle ore 10:45 | link | commenti (1) | categoria:
sabato, 30 agosto 2008
Con gli occhi chiusi
mentre la strada scorre fuori, dentro l'anima nera e la musica è tutt'intorno. Buia, mefitica, asfissiante ma coerente col paesaggio abissale che ci circonda.
Percepisco, percepiamo tutto l'inumano che ci racconta di spettri gentili e animali crudi devastatori, e rabbrividiamo mentre l'inutilità del carapace biologico ci sorprende ancora, mentre lo usiamo e stille di liquido seminale sporcano quell'abisso cupo - vengono assorbite.
Scritto da: zoon alle ore 13:58 | link | commenti | categoria: black, visioni dal nulla, delirio siderale oscuro